Come scrivere sull'Africa

Africa: politica, attualità, letteratura, arte, musica, varie ed eventuali

Come scrivere sull’Africa

Posted by skepticafro su maggio 17, 2008

di Binyavanga Wainaina [Versione originale in Inglese]

Wainaina

Qualche suggerimento: i tramonti e la carestia vanno sempre bene.
Usa sempre la parola ‘Africa’ o ‘Tenebre’ o ‘Safari’ nel tuo titolo. I sottotitoli possono includere le parole ‘Zanzibar’, ‘Masai’, ‘Zulu’, ‘Zambezi’, ‘Congo’, ‘Nilo’, ‘Grande’, ‘Cielo’, ‘Ombra’, ‘Tamburo’, ‘Sole’, ‘Tempi passati’. Sono utili anche altre parole come ‘Guerriglieri’, ‘Intramontabile’, ‘Primordiale’, ‘Tribale’. Ricorda che ‘Popolo’ vuole dire Africani che non sono neri, mentre ‘Il Popolo’ significa Africani neri.
Non avere mai una foto di un Africano normale sulla copertina o dentro il tuo libro a meno che non sia uno che ha vinto il premio Nobel. Usa qualche fotografia di un kalashnikov, di costole sporgenti o seni nudi. Se devi per forza includere la foto di un Africano, cerca uno vestito da Masai, Zulu o Dogon.
Nel testo devi trattare l’Africa come se fosse un unico paese caldo e polveroso con praterie lussureggianti, enormi mandrie di animali e persone alte, snelle ed affamate, o caldo e umido con gente bassa che si ciba di carne dai primati. Non impantanarti con delle descrizioni precise. Tanto l’Africa è grande: cinquanta quattro paesi con 900 milioni di persone che sono troppo indaffarate ad affamarsi, emigrare, guerreggiare e morire per leggere il tuo testo. Il continente è pieno di deserti, giungle, monti, savana e tante altre cose ma al tuo lettore non interessa; dunque le tue descrizioni devono essere romantiche, evocative e prive di precisazioni.
Assicurati di mostrare che gli Africani hanno la musica e il ritmo nell’anima e che si cibano delle cose che nessun altro umano è in grado di mangiare. Non citare il riso, carne, grano; il cervello di scimmie è una prelibatezza per l’Africano insieme a capra, serpente, vermi, larve, e ogni sorta di selvaggina. Ricordati di dimostrare che sei capace di mangiare tali cibi senza indietreggiare e descrivi come hai imparato ad apprezzarli – perché sei compassionevole.
Soggetti tabù: scene di vita quotidiana domestica, scene d’amore tra Africani (a meno che non muore qualcuno), riferimenti a scrittori o intellettuali Africani, bambini che vanno a scuola e non soffrono di framboesia, ebola o che abbiano subito mutilazione genitale femminile.
In tutto il libro, adotta sotto voce una cospirazione con il lettore e un triste tono alla “me l’aspettavo”. Afferma subito che il tuo progressismo è impeccabile e quanto ami l’Africa, come te ne sei innamorato, e come non ne puoi vivere senza. L’Africa è l’unico continente che si può amare – approfittatene. Se sei un uomo, buttati nelle sue calde foreste vergini. Se sei una donna, trattala come un maschione in giacca coloniale che sparisce nel tramonto. L’Africa è da compatire, adorata o dominata. Qualunque angolazione che scegli, assicurati di lasciare una forte impressione che senza il tuo intervento e soprattutto il tuo libro importante, l’Africa è condannata.
I tuoi personaggi Africani possono essere guerrieri nudi, servitori fedeli, maghi e veggenti, venerabili vecchi che vivono in splendore ermetico. O politicanti corrotti, guide turistiche incapaci e poligami, e prostitute con cui hai dormito. Il servitore fedele si comporta sempre come un bambino di sette anni e ha sempre bisogno del tuo pugno fermo; ha paura di serpenti, è buono con i bambini, e finisce sempre per tirarti nei suoi complessi drammi domestici. Il Venerabile Vecchio è sempre originario di una tribù nobile ( non venali come i Kikuyu, Shona o Igbo). Ha occhi cisposi ed è vicino alla terra. L’Africano moderno è un ciccione che ruba e lavora nell’ufficio visti dove rifiuta di concedere i visti a Occidentali qualificati che hanno davvero a cuore l’Africa. E’ un nemico del progresso e usa sempre la sua posizione per ostacolare gli occidentali competenti e benevoli che vogliono costituire delle ONG o riserve protette. Magari è un intellettuale oxfordiano diventato politicante/serial-killer in vestito ‘Saville Row’. E’ un cannibale che che ama lo champagne ‘Cristal’ ed è sua madre – una guaritrice ricca – che governa davvero il paese.

Fra i tuoi personaggi devi sempre inserire L’Africana Affamata che vaga seminuda nel campo rifugiati aspettando la benevolenza dell’Occidente. Ha le mammelle piatte e vuote e i suoi bambini hanno delle mosche che scorrono sulla faccia e ventri gonfi da malnutrizione. Deve sembrare assolutamente indifesa. Non può avere un passato o storia personale; tali diversioni tempereranno la tensione drammatica. Vanno bene i suoi gemiti ma non deve mai dire nulla di se, tranne della sua (indicibile) sofferenza. Bisogna inserire anche un personaggio femminile affettuosa e materna con una risata allegra che si occupa sempre del tuo benessere; chiamala semplicemente Mama. I suoi figli sono tutti delinquenti.
Tutti questi caratteri devono ronzare attorno al tuo eroe principale aiutandolo a sembrare buono. Il tuo eroe li può istruire, lavare, e sfamare; sa occuparsi di bambini e ha visto la morte in faccia. Il tuo eroe sei tu (se stai scrivendo un reportage), oppure una bellissima celebrità internazionale che si dedica alla cura degli animali (se stai scrivendo un’opera narrativa).
Tra i personaggi occidentali cattivi ci possono essere i figli di Ministri Tory, i Boeri, e i dipendenti della banca Mondiale. Quando parli dello sfruttamento straniero, non dimenticare di menzionare i commercianti Indiani e Cinesi. Biasima l’Occidente per la situazione africana ma non entrare troppo nei dettagli.
Fanno bene delle ampie pennellate. Evita di fare ridere i personaggi africani, o di farli vedere che educano i loro figli, o che si arrangiano nelle circostanze più banali e quotidiane. Fai in modo che riflettano su qualcosa dell’Europa o degli Stati Uniti in Africa. I personaggi africani dovrebbero essere pittoreschi, esotici, e fuori del comune ma vuoti dentro – senza dialoghi, profondità, conflitti, peculiarità; non devono avere conflitti e risoluzioni nelle loro storie che possono solo creare confusione.

Descrivi in dettaglio seni nudi (giovani, vecchi, conservativi, recentemente stuprate, grosse, piccole) o genitali mutilati o accresciuti – o qualsiasi tipo di genitali. E cadaveri – o meglio ancora – cadaveri nudi – soprattutto cadaveri nudi in putrefazione. Ricordati che qualsiasi lavoro che consegni con della gente che sembra sporca e misera sarà riferito come “l’Africa vera” – e ci vuole questo sulla copertina del tuo libro. Non sentirti a disagio in proposito – stai cercando di aiutare l’Africa per ottenere aiuto dall’Occidente. Il massimo tabù quando si scrive dell’Africa è descrivere o la sofferenza o la morte di bianchi.

Gli animali devono essere ritratti come caratteri complessi ed equilibrati. Parlano (o grugniscono mentre scuotono fieramente la criniera) e hanno nomi, ambizioni e desideri. Hanno anche valori famigliari: visto come i leoni istruiscono i loro cuccioli? Gli elefanti sono generosi – e sono buone femministe o nobili patriarchi. E’ la stessa cosa per i gorilla. Non raccontare mai nulla di negativo sui gorilla o sugli elefanti. Difendi sempre gli elefanti anche quando attaccano le proprietà, distruggono le raccolte e uccidono le persone. I grossi felini hanno la parlata raffinata. E’ consentito deridere le iene e darle un vago accento mediorientale. Qualunque piccolo Africano che vive nella giungla o deserto va descritto sempre di buon umore (ma quando entrano in conflitto con un’elefante, scimpanzé o gorilla sono il male assoluto).

Dopo gli attivisti vip e i volontari, le persone più importanti in Africa sono gli ambientalisti. Non devi offenderli perché hai bisogno di farti invitare nelle loro riserve naturali da 30,000 acri ed è l’unico modo per incontrare e intervistare gli attivisti vip. Spesso una copertina con la foto di un ambientalista dall’aspetto eroico fa miracoli per le vendite. Qualunque bianco abbronzato vestito in kaki che abbia mai avuto un’antilope o fattoria è un’ambientalista che sta tutelando il ricco patrimonio dell’Africa. Quando lo stai intervistando, non chiedere quanto finanziamento ricevono o quanto guadagnano dalla riserva e non chiedere mai quanto sono pagati i lavoranti.

I lettori saranno dissuasi se non citi la luce africana. E il tramonto africano è d’obbligo. E’ sempre grande e rosso con un cielo vasto. Gli enormi spazi vuoti e gli animali da caccia sono cruciali – l’Africa è la Terra degli Enormi Spazi Vuoti. Quando scrivi dello stato della fauna e flora assicurati di menzionare che l’Africa è sovra-popolata. Quando il tuo protagonista è nel deserto o nella giungla per vivere accanto agli indigeni (qualsiasi persona di bassa statura), è bene menzionare che l’Africa è stata severamente spopolata dall’Aids e dalla Guerra (sempre maiuscole).
Ci vorrà un nightclub chiamato ‘Tropicana’ dove s’incontrano i mercenari, i malvagi arrivisti africani, le prostitute, i guerriglieri e gli espatriati europei.
Chiudi sempre il tuo libro con Nelson Mandela che dice qualcosa sugli arcobaleni o rinascimenti. Perché tu ci tieni.

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